
La Giustizia con la “G” maiuscola è l’unità di misura della civiltà di una Nazione e del valore delle sue istituzioni.
Da troppi anni la giustizia italiana opera tramite teoremi ideologici e logiche clientelari: una stampella del potere progressista che viene usata come mannaia contro chiunque professi ideologie lontane dai salotti buoni.
Votare SÌ significa scardinare questo meccanismo malato e affermare il principio che la separazione delle carriere rafforza l’autonomia e la trasparenza di un’istituzione, quella giuridica, fondamentale per la vita della Nazione.
La sinistra, ovviamente, si trincera per mantenere lo status quo, con una giustizia prezzolata al servizio di chi pensa di professare un’assoluta superiorità morale.
Superiorità morale a cui non crede più nessuno.
Il 22 e 23 marzo fai ciò che è giusto, falli piangere: vota SÌ.
