Napoli, 7 ottobre –
Continua la serie di mostruosità spacciate dalla pseudo-intellighenzia di Palazzo per “installazioni artistiche”.
Piazza Municipio – denuncia in una nota il Comitato Remigrazione e Riconquista – è ormai diventata teatro di un’aggressione sistematica al decoro, alla bellezza e all’identità della nostra città. Prima la Venere degli stracci, ridotta a un cumulo di pezze; poi l’opera di Gaetano Pesce, con un Pulcinella sfigurato fino ad assumere sembianze falliche; oggi l’installazione di tre imbarcazioni tipiche africane.
Non si tratta, secondo il Comitato, di episodi isolati, ma di una precisa “politica del brutto” che sacrifica il patrimonio estetico e identitario di Napoli a una narrazione ideologica.
Non ci interessa entrare nel merito dei costi, dello spreco di denaro pubblico o del valore artistico dell’opera dell’artista ghanese Ibrahim Mahama. Denunciamo invece il suo chiaro significato politico: trasformare il cuore della città in uno strumento di propaganda pro-immigrazione e di normalizzazione della società multietnica in contrasto con le reali conseguenze sociali e di sicurezza causate da un’immigrazione incontrollata ormai assimilabile ad una vera e propria invasione e sostituzione etnica.
Napoli racchiude secoli di arte, storia e tradizioni riconosciute in tutto il mondo. Eppure – prosegue la nota – chi governa la città sceglie di rappresentare l’immigrazione come simbolo di arricchimento culturale, ignorando il tema della tutela dell’identità e della coesione sociale.
Il Comitato ReR ribadisce quindi il proprio rifiuto di questa visione e indica nella difesa dei confini nazionali e nelle politiche di remigrazione la propria risposta politica al fenomeno migratorio.
La nostra terra appartiene alla sua storia e ai suoi figli. Non resteremo ad assistere passivamente mentre Napoli viene ancora una volta utilizzata come vetrina della propaganda immigrazionista.



