SALONICCO, IL CASO ΕΝΕΘ E LA CRIMINALIZZAZIONE DEL DISSENSO NAZIONALISTA

Negli ultimi anni, a Salonicco, è cresciuta una generazione di giovani che ha deciso di organizzarsi fuori dai partiti tradizionali, dando vita a movimenti identitari e nazionalisti autonomi. Tra questi c’è ΕΝΕΘ, realtà nata nel 2019 e diventata rapidamente uno dei gruppi più conosciuti dell’ambiente nazionalista giovanile greco.
Per molti ragazzi, l’avvicinamento a queste realtà è avvenuto durante gli anni del governo della sinistra, in un periodo segnato dall’immigrazione incontrollata, dalla crisi sociale e da decisioni politiche considerate contrarie agli interessi nazionali. In quel contesto, ΕΝΕΘ ha iniziato a costruire la propria presenza attraverso attività militanti classiche: volantini, scritte, striscioni, presenza online e iniziative nei quartieri e nelle scuole.
Il gruppo si è fatto conoscere soprattutto a Salonicco ovest, dove negli anni è riuscito a costruire una presenza stabile nonostante le continue tensioni con l’area antifascista e anarchica. Uno degli episodi più discussi rimane quello di Stavroupoli, nel 2021, quando studenti nazionalisti e militanti dell’area patriottica si scontrarono con gruppi antifascisti arrivati fuori da una scuola della zona. Per i media e la sinistra si trattò di “squadrismo”; per molti ragazzi del posto fu invece una risposta all’ennesimo tentativo di impedire con la forza qualsiasi presenza nazionalista nelle scuole.
Da quel momento la pressione sul movimento è aumentata. Nel maggio dello scorso anno la polizia greca ha lanciato una vasta operazione a Salonicco, effettuando perquisizioni nelle abitazioni di decine di giovani legati all’ambiente nazionalista. Le accuse formulate dalle autorità parlano di organizzazione criminale, aggressioni e violenze politiche.
Secondo l’accusa, dietro il gruppo esisterebbe una struttura organizzata responsabile di diversi episodi contro militanti della sinistra radicale e dell’area anarchica. I simpatizzanti di ΕΝΕΘ respingono però completamente questa narrazione, sostenendo che il caso sia stato costruito anche grazie alle denunce e alle informazioni fornite da ambienti antifascisti alle autorità
.Attualmente 3a dei membri più grandi si trovano in carcere preventivo in attesa del processo, mentre 27 altri giovani coinvolti affrontano procedimenti giudiziari e possibili restrizioni future che arrivano fino a 10 anni.

Queste incriminazioni sono state possibile grazie ai ricoscimenti e alle denunce degli antifascisti, che si dimostrano infami a ogni latitudine, e dal lavoro inflessibile della magistratura greca, che è incapace di arrestare i terroristi che hanno ammazzato Giorgos e Manolis ormai 13 anni fa, ma che sono stati molto solerti, invece, a usare la mano dura contro i nazionalisti

Anche noi essendo stati colpiti dalla repressione, conosciamo bene cosa si prova, e siamo solidali ai camerati Greci.
Da Napoli a Salonicco si erge quindi il nostro grido. Libertà per eneo. Libertà per i patrioti europei

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