Iannone (CasaPound), solidarietà a Forza Nuova per le condanne spropositate per le proteste contro la sede Cgil

Iannone (CasaPound), solidarietà a Forza Nuova per le condanne spropositate per le proteste contro la sede Cgil

Roma, 8 ottobre – “Esprimiamo piena e incondizionata solidarietà ai militanti colpiti da condanne spropositate per le proteste del 9 ottobre 2021 alla sede della CGIL: siamo di fronte all’ennesimo capitolo di uso politico della giustizia per intimidire un’area politica ben precisa” dichiara in una nota Gianluca Iannone, presidente di CasaPound Italia. Secondo la nota del movimento, l’impianto accusatorio “risponde a una precisa volontà punitiva che si fonda su evidenti forzature tecnico-giuridiche. Al centro della contestazione vi è l’applicazione dell’articolo 419 del codice penale per devastazione e saccheggio, rispolverato in questo caso per gonfiare artificialmente i quadri edittali e infliggere pene superiori agli otto anni a fronte di danni materiali circoscritti. A questo quadro si somma la contestazione dei reati di resistenza a pubblico ufficiale pluriaggravata e istigazione a delinquere, un meccanismo formale servito al solo scopo di blindare le custodie cautelari ed escludere l’accesso ai benefici penitenziari”.
Da CasaPound viene denunciato l’operato di “una giustizia a doppio binario, che applica la massima severità contro quella mobilitazione, mentre tollera da decenni le attività sovversive di centri sociali, No-Tav e area antagonista. Dubitiamo infatti che le stesse condanne saranno inflitte a chi ha assaltato la sede de La Stampa o a chi solo qualche settimana fa ha incendiato la nostra sede a La Spezia”.
“Trattare un episodio di scontro politico come mera criminalità comune è il tentativo del sistema di disinnescare la portata di protesta e di lanciare un segnale preoccupante” conclude Iannone. “La nostra solidarietà politica e umana non si arresta dinanzi alle aule di tribunale né alle porte delle carceri, continueremo a denunciare in ogni sede la progressiva compressione degli spazi di agibilità in questa nazione, che non possono essere decisi da una parte della magistratura o da un sistema marcio.”

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