Il Sindaco “Ologramma” e il mistero di Palazzo San Giacomo: Gaeta’, ma ci sì o ci fai?
Napoli è sempre stata la città del surrealismo, ma Gaetano Manfredi sta portando il genere a livelli da Premio Oscar. Abbiamo un Sindaco che gioca a nascondino con la città: vuole il titolo, vuole la fascia, vuole pure il bis, ma pare che l’unico posto dove proprio non riesce a farsi vedere sia il Consiglio Comunale.
Praticamente, Manfredi gestisce Napoli come se fosse un gruppo WhatsApp in cui lui è l’amministratore che ha messo “silenzia notifiche per sempre”.
L’ultima seduta del Consiglio è stata roba da dilettanti allo sbaraglio. In aula si materializzano due nuovi assessori, Puca e Di Pietro. Spuntano così, come i venditori di calzini al semaforo. Il Sindaco? Non pervenuto. Niente presentazione formale, niente di niente.
È la nuova frontiera della cortesia istituzionale: “Uè, questi sono i nuovi assessori, fateveli piacere, io ho il pilates”. Un modo di fare che non è solo sciatteria, è proprio un “non vi considero di striscio”.
Poi c’è il capolavoro della Rottamazione Quinquies. Il Consiglio Comunale vota all’unanimità (un miracolo, praticamente), i cittadini aspettano, e la Giunta che fa? Nulla. Come se l’aula avesse deliberato sul sesso degli angeli o sul gusto preferito di gelato.
Quando il Consiglio decide e il Sindaco ignora, non siamo più alla politica, siamo al “faccio come mi pare”. E intanto la maggioranza perde pezzi (ciao Gennaro Esposito, uno dei pochi che ha acceso la luce prima di uscire), le sedute saltano per mancanza di numero legale e la nave Napoli affonda mentre il capitano è rimasto a terra a guardare l’orizzonte.
Ma la vera barzelletta — che però non fa ridere nessuno — è che, nonostante questo disastro al rallentatore, il nostro “fantasma preferito” vorrebbe pure ricandidarsi.
Diciamocelo chiaramente: l’intenzione di ricandidarsi non è una scelta politica, è una sciagura annunciata. Napoli è una città che brucia di problemi, e noi vorremmo affidarla per altri cinque anni a uno che la guarda con la stessa partecipazione con cui si guarda un documentario sui licheni in TV il lunedì sera?
Napoli ha bisogno di un Sindaco in carne, ossa e passione, non di un busto di marmo che ogni tanto si sposta per sbaglio. Un secondo mandato di Manfredi sarebbe come ordinare una pizza e farsi portare solo il cartone: bello da vedere fuori, ma dentro non c’è sostanza.
Gaetano, facci un favore: la prossima volta, invece di ricandidarti, mandaci un ologramma. Almeno risparmiamo sui costi della politica.

