L’Anm di Napoli mostra il suo vero volto cantando “Bella Ciao”.

di Antonio Metelliano

Se il video di 50 magistrati nella sala dell’ANM che cantano “Bella Ciao” bevendo champagne (sì però pure voi…altri cliché ne abbiamo?) esce fuori con così pochi problemi e tanta sfacciataggine, immaginate cosa possa succedere, un po’ più di nascosto, in quelle stanze…
Chi come me da anni fa militanza politica “dalla parte sbagliata” lo sa bene.
Succede che quei personaggi tra un calice di bollicine e un pugno chiuso comandano blitz in casa all’alba con carabinieri armati a ragazzi che non hanno commesso alcun reato se non di opinione, firmano mesi se non anni di intercettazioni, ti logorano con processi farsa interminabili, tolgono a te e ai tuoi fratelli la libertà da innocenti.
Sbagliano sempre, e non pagano mai.
Rovinano vite, con la precisa intenzione di farlo.
Perché la loro stella polare non è la giustizia, ma l’ideale politico. E io, noi, il “kompagno” di fronte con cui batterci lo accettiamo anche, anzi lo vogliamo, ma non che abbia addosso una toga, che dovrebbe significare imparzialità e non che decida delle nostre vite da un’aula senza sporcarsi mai le mani.
Per un po’ in queste ultime settimane abbiamo avuto l’illusione che qualcosa potesse cambiare, poi ci siamo svegliati. Il potere costituito ha fatto la sua chiamata alle armi ed il suo lavaggio del cervello scientificamente organizzato: sindacati, media, chiesa, musulmani, attori, cantanti, il Gotha dei comunisti col Rolex, si sono mobilitati per la causa, ed era difficile vincere. “Vogliono toccare la Costituzione!” starnazzano, non sapendo che è stata cambiata oltre quaranta volte dal 1948 di cui una buona metà ha implicato anche modifiche del testo.
“Un referendum per mettere le mani sulla Costituzione non si è mai visto!”, ma è tipo il quinto referendum di modifica costituzionale che fanno negli ultimi 20 anni. Dove eri?
Per noi resta tutto come prima, abbiamo fatto una scelta di vita e sappiamo da sempre a cosa andiamo incontro. Sappiamo che se avessimo fatto politica dall’altra parte della barricata avremmo avuto papà magistrato a coprirci il culo sempre (provate a negarlo ora), ma abbiamo scelto di combattere il sistema per davvero e non per moda, costi quel che costi.
Ma tu, povero fesso che hai votato no “perché la politica non deve entrare nella magistratura”, dopo aver visto quel video non ti senti un po’ coglione?
Ah e se domani per tua sventura incontrerai sulla tua strada l’ennesimo criminale con cento arresti ma sempre rilasciato dal giudice progressista troppo impegnato a dare la caccia ai fasci o se per caso dovessi essere coinvolto in un processo qualsiasi – beh – buona fortuna. Ti servirà.
Tu pagherai con i soldi, con la paura, con la libertà, con la salute o con tutto quello che hai da perdere.
Loro no, come sempre, qualsiasi errore faranno.
Magari li vedrai anche uscire a braccetto insieme sorridenti dalla stessa stanza, il pm che ti ha inquisito e il giudice “imparziale” che deve decidere della tua vita.
E tutto questo stavolta anche grazie a t

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