Premettendo che i Carabinieri non ci ispirano chissà che simpatia (anzi) riportiamo l’articolo di Tony F sull’ennesima follia di Potere al popolo:
Tenetevi forte, perché qui siamo ai confini della realtà ideologica. Se pensavate che il fanatismo avesse un limite, i compagni di Potere al Popolo sono pronti a smentirvi con un post che trasuda un “orrore e raccapriccio”, degno di un film di Dario Argento, ma con meno trama e molta più confusione mentale.
L’oggetto del delitto? Una fanfara dei Carabinieri all’I.C. Cuoco-Schipa di Napoli. Avete capito bene: dei musicisti in divisa e dei bambini che sorridono.
Allerta “militarismo”: se un clarinetto vi fa tremare le ginocchia…
Leggendo il loro comunicato, sembra che a Napoli sia sbarcato il Terzo Reich: parlano di “militarizzazione della società”, di “lacché degli eserciti” e di “funzione educativa sotterrata”. Tutto questo perché dei bambini di quinta elementare hanno osato tenere in mano dei cartoncini con su scritto PATRIA e ONORE.
(Che è un motto ufficiale delle forze armate dell’Italia repubblicana nata dalla resistenza e blablabla ndr)
Cari compagni, fate un respiro profondo, sedetevi, sedativi, bevete un decaffeinato, fatevi ‘na canna.
Se vedere un bambino che scrive “W l’Italia” vi provoca “paura e orrore”, forse il problema non è la scuola, ma il fatto che avete scambiato un sussidiario per un manuale di guerriglia urbana.
Il vostro analfabetismo selettivo ormai ci fa fare solo figure ‘e merda!
Vi riempite la bocca con la “Costituzione della Resistenza”, citate l’Articolo 11 come se fosse l’unica riga scritta in tutto il documento, ma poi inciampate clamorosamente sulla realtà. Se aveste il coraggio di leggere la Carta fondamentale fino in fondo, anzi, giusto qualche articolo più in giù, — e non solo i riassunti sui volantini del centro sociale — scoprireste che all’Articolo 52 c’è scritto, nero su bianco:
“La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.”
Avete letto bene? PATRIA. SACRO DOVERE. Tre parole soltanto: potete farcela!
I Padri Costituenti, quelli che la guerra l’hanno fatta davvero, mica quelli che fanno i “docenti ribelli” dall’attico della zona Ztl hanno messo la Patria al centro del dovere civico. Insegnare a un bambino che l’Italia è la sua casa e che i soldati sono lì per proteggerla non è “militarismo”: è educazione civica. Ma capisco che per voi, abituati a vedere lo Stato come un nemico da abbattere, il concetto di “Onore” sia incomprensibile come il sanscrito.
C’è una nostalgia profonda per i comunisti di una volta. Quelli veri, d’acciaio, che nelle parate militari ci sguazzavano e che i confini li difendevano col filo spinato. Quelli che mangiavano i bambini!
C’era sostanza, c’era ferocia, c’era un’idea di forza! Questi di oggi, invece, sono la versione gluten-free e anaffettiva della rivoluzione. Si spaventano per una tromba, rabbrividiscono per un tricolore e chiedono le scuse di una Preside perché ha fatto fare una foto di gruppo con la fanfara.
Ma come pensate di fare la rivoluzione, se vi viene l’attacco di panico davanti a un appuntato che suona il sax?
Chiedere che una Dirigente Scolastica si vergogni per aver celebrato l’Italia è il punto più basso della vostra parabola politica. La vera “tragedia”, cari – si fa per dire – compagni di PAP, non è nello sguardo dei bambini sorridenti, ma nel vostro: uno sguardo accecato da un livore ideologico che vi impedisce di vedere la bellezza di una comunità che si stringe attorno ai suoi simboli.
Se “Patria” e “Onore” vi fanno così schifo, la soluzione è semplice: la prossima volta che avete bisgno di andare a fare la denuncia per essere stati malmenati, che avete voglia di fare i riconoscimenti, chiamate il collettivo USB scuola e vedete se vi mandano una brigata di docenti ribelli come Lavinia Cassari o la fracassatrice di crani Ilaria Salis a suonarvi la ninna nanna.
Vi dite “inorriditi” dai sorrisi degli adulti e dei militari: la verità è che ciò che vi spaventa non è la militarizzazione, ma la normalità.
Vi spaventa vedere che, nonostante decenni di propaganda tesa a smantellare ogni simbolo d’identità, un bambino è ancora capace di emozionarsi davanti al Tricolore senza chiedere il permesso al sindacato.
Figli di “benefattrici” & trombati del ’68, nipoti dei banditi rubagalline, pronipoti acefali di Stalin, l’Onore non è una parolaccia: è la base della cittadinanza!
La Patria non è un confine bellico, è la casa di tutti! Anche la vostra, purtroppo.
Un tempo si diceva che i comunisti mangiavano i bambini. Vedendo come siete ridotti oggi davanti a una foto scolastica, verrebbe da dire che sono i bambini — con la loro semplicità e il loro amor di Patria — a essersi mangiati, in un sol boccone, tutto il vostro vuoto pneumatico di pregiudizi ideologici.

