Manfredi si ricandida: sventura o minaccia?


 
Che a sinistra ormai peschino i voti dai nuovi italiani è cosa nota. D’altronde, è così lontana dalla realtà che vivono gli italiani che si è dovuta inventare i nuovi italiani. La prova generale è stata fatta con il referendum sulle politiche del lavoro, ma che in realtà nascondeva la regalia della cittadinanza. Proprio non si rassegnano che sono falliti lo ius soli, lo ius scholae, i vari atti di richiamo, etc. etc.


In principio, tentarono di intercettare i favori della comunità LGTBQI+, ma, se è vero che bisogna tornare al passato per fare un progresso, loro che sono progressisti che si inventano? La casa arcobaleno!


Si tratta dell’ultima inaugurazione del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi: un luogo dove possono trovare accoglienza i migranti omosessuali. Sorge a San Giovanni a Teduccio, periferia est industrializzata di Napoli, ed è stata inaugurata dal Primo cittadino partenopeo e presidente dell’ANCI, coadiuvato dagli assessori alle politiche sociali e pari opportunità Luca Trapanese ed Emanuela Ferrante, più vari presidenti Arci.


“È una bellissima iniziativa che valorizza e difende la diversità in un mondo che troppo spesso la reprime” sono state le parole dell’inquilini di Palazzo San Giacomo. Ma come, la diversità adesso è diventata un valore? Non eravamo tutti uguali e senza distinzioni, nessuna barriera, nessuna distinzione?
Un’alcova lontano da occhi indiscreti, messa a disposizione per i figli della luna che arriva a ospitare fino a sei persone e che pare avere tutta l’aria di una mezza catapecchia che sa tanto di discriminazione e poliamore.


Solo gli stupidi non cambiano mai opinione, si suol dire, ma se l’opinione diventa addirittura opposta a quanto per anni si è professato e solo per interesse, allora rischi di apparire come uno sciacallo. E gli atti di appropriazione sono leciti da quando il Sindaco ha deciso di ricandidarsi. Allora tutto diventa lecito e non può esistere un’occasione più ghiotta di questa, dato che a Palazzo Santa Lucia siede un “accoglione” di prim’ordine che risponde al nome di Roberto Fico. Uno così solerte nell’offrire lavoro a una colf presso casa sua che si era persino dimenticata di assicurarla!
Che c’entra Napoli in tutto questo? Assolutamente nulla! Ed è tutto normale perché a Manfredi di Napoli non gli interessa nulla: altrimenti quale spiegazione potrebbe offrire al fatto di essere uno dei sindaci più assenteisti ai consigli comunali? D’altronde perché dovrebbe! Per dare spiegazioni all’affare Bagnoli con l’American Cup? È stato in difficoltà a rispondere alle domande leciti di tivvù e giornali, figuriamoci se dovesse incontrare un residente del Coroglio a cui aveva promesso che sarebbe ritornato nella propria casa. Ma per Manfredi i napoletani non vanno nemmeno a fare il bagno in quella parte di costa che è la più inquinata e lui aveva garantito di risanarla. Manfredi è un sindaco che non sa nemmeno quello che succede nella città che amministra! Altrimenti conoscerebbe la “sua” gente e non potrebbe mai non riconoscerne il valore. Umano e artistico. Solo così può tentare di spiegare, o meglio, giustificare la preferenza delle installazioni wawe per cui l’Italia intera ha deriso Napoli, rispetto ad un identitario e autoctono Gaetano Sepe che si è visto rifiutato il suo Maradona per il popolo, richiesto e osannato altrove. Cosa possibile solo un tifoso juventino! Ecco che Piazza Municipio è diventata un’anonima lingua di catrame che si è stende fino al mare, da area verde quale era. Per ora hanno risparmiato il Maschio Angioino, ma se nella città del sole per eccellenza la si vede con il filtro dell’arcobaleno, forte di quella ignoranza del mos maiorum della città, presto anche il Maschio sarà evirato del suo significato di fortezza e sarà poco meno che un asterisco o una schwa multicolor. Anzi, united color.


Questa è la politica politicante e un noto napoletano – che anche chi non è napoletano conosce – diceva “A proposito di politica, non ci sarebbe qualcosa da mangiare?”. Deve averla intesa così anche Manfredi, visto che Napoli, da città delle mille bellezze e del teatro a cielo aperto, è diventata una globale friggitoria da street food per un turismo straccione che fa più danni della discesa degli Unni a dispetto di un popolo che non va di fretta e che si siede pure per prendersi il caffè.


Se questo non basta e non è bastato, quel Gaetano Manfredi, già rettore di una delle Università più prestigiose d’Italia – la Federico II – e che manda la figlia a studiare alla Bocconi, annuncia che si ricandida: sarà sventura o proprio minaccia?

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