
Leon Degrelle: una figura centrale del Fascismo Europeo degli anni ’30
Leon Degrelle è una delle personalità più significative del fascismo europeo degli anni ’30, il cui impatto sulla politica belga e internazionale è stato profondo e controverso. Giornalista e politico belga, Degrelle è noto per la sua carriera che si intreccia strettamente con la storia del fascismo, dei movimenti di estrema destra e della Seconda Guerra Mondiale. La sua vita e le sue azioni continuano a suscitare dibattito e interesse tra storici e appassionati di storia politica.
Le Origini del Movimento Rex
Nel 1935, deluso dalla Chiesa cattolica e dallo stato della politica belga, Leon Degrelle fonda il movimento Rex. Questo movimento nasce come risposta ai crescenti scandali politici e finanziari che affliggevano il Belgio. La proposta di Degrelle è chiara e incisiva: purificare la politica belga e restaurare l’ordine. Il movimento attira una vasta adesione, soprattutto tra i reduci della Grande Guerra, i nazionalisti, ma anche tra gli operai e le classi sociali più disagiate. Nonostante la sua giovane età, nel 1936 Rex ottiene un sorprendente 15% dei voti alle elezioni, segnando il successo iniziale del movimento.
L’Alleanza con l’Asse e il Ruolo nelle SS
Con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, Leon Degrelle schiera il suo movimento al fianco delle forze dell’Asse, alleate della Germania nazista. Nel 1943, Degrelle viene nominato comandante della SS belga Wallonie, un’unità di duemila soldati belgi che combattono sul fronte orientale contro l’Unione Sovietica. La sua lealtà verso l’Asse lo porta a guadagnarsi numerosi riconoscimenti. Degrelle è l’unico non tedesco a ricevere la prestigiosa Croce di Ferro con foglie di quercia, una decorazione militare che sottolinea il suo valore sul campo di battaglia.
La Filosofia di Leon Degrelle
Il pensiero e la filosofia politica di Degrelle sono intrisi di una visione radicale e autoritaria della società. Il suo motto, “Morire vent’anni prima o vent’anni dopo poco importa. Quel che importa è morir bene. Soltanto allora inizia la vita,” esprime un disprezzo totale per la paura della morte, un tema ricorrente tra molti dei suoi compagni di battaglia. La sua determinazione e la sua visione lo rendono un esempio di “guerriero europeo”, impegnato sia sul piano politico che sul campo di battaglia.
Dopo la Guerra: Esilio e Morte
Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, Degrelle riesce a sfuggire alla cattura e si rifugia in Spagna, dove ottiene asilo politico dal governo spagnolo. A Malaga, vive i suoi ultimi anni, lontano dalla sua terra natale, fino alla sua morte nel 1994. La sua figura, controversa e complessa, continua ad essere oggetto di studio e riflessione, in quanto rappresenta un capitolo significativo della storia del fascismo europeo e della sua evoluzione.
Una figura emblematica del fascismo europeo
Leon Degrelle è il perfetto esempio di guerriero europeo, la sua tenacia in politica, che lo porta alla vittoria elettorale in breve tempo, si rispecchia anche sul campo di battaglia, luogo in cui mostra un totale disprezzo per la paura della morte, così come tanti altri europei che hanno combattuto al suo fianco. ”Morire vent’anni prima o vent’anni dopo poco importa. Quel che importa è morir bene. Soltanto allora inizia la vita.”